Levin su Unsplash
Levin su Unsplash

Caro lettore, questa volta ti consiglio cosa visitare in un weekend a Berlino, un salto nella storia della Capitale divisa e della Germania degli ebrei e ti racconto la mia esperienza berlinese del 2014.

Per queste pagine vorrei avere più foto ricordo mie di questa città ma sono quasi tutte in un vecchio Blackberry del 2012, quindi ne troverai solo alcune mie e per la felicità dei tuoi occhi, altre di professionisti.

La mia esperienza berlinese

Sono stata due volte a Berlino ma la prima in camposcuola del 2014 non la scorderò mai per vari motivi.

Io al Muro di Berlino

A partire dall’alloggio sulla centralissima Alexanderstraße, che capisco solo la terza notte essere un hotel ad ore per qualche lucciola che si è avventurata per sbaglio sul nostro piano.

Passando per i discutibili pasti: colazione e pranzo a base di toast con prosciutto e formaggio e cena a base di una ambigua cucina indiana per sette giorni.

Finendo con l’aeroporto di Tegel che in pieno marzo assume un’aria da film horror, di quelli classici con alberi in posti desolati e corvi neri che stanno lì ad aspettare la prossima vittima di qualche scienziato pazzo o del mostro nel castello abbandonato.

Ma tornando alla città…

Ovviamente non basta una settimana, né tantomeno un weekend per poterla vedere tutta, ma grazie alla metro che arriva ovunque, è sufficiente per poter visitare almeno i principali monumenti e i luoghi must-see per eccellenza.

E nelle prossime righe ti racconterò di tre giorni all’insegna di quelli che ho amato di più.

Un salto nella storia: tour dei miei luoghi preferiti

Memoriale delle vittime dell’Olocausto

Partiamo dal Memoriale delle vittime dell’Olocausto, nel quartiere di Mitte, poco lontano dalla Porta di Brandeburgo.

Jace & Afsoon su Unsplash
Memoriale delle vittime dell’olocausto – Jace & Afsoon su Unsplash
Silver Ringvee su Unsplash
Memoriale delle vittime dell’olocausto dal basso – Silver Ringvee su Unsplash

Si tratta di un’opera d’arte contemporanea che prende la forma di tanti blocchi grigi in calcestruzzo riuniti come a creare un labirinto. Aleggia un’aria pesante, tutto quel grigio infonde tristezza nell’animo, le voci delle altre persone sembrano rimbombare tra i vari blocchi.

Pur essendoci molte vie d’uscita laterali, guardando verso il cielo mi sento come se una via d’uscita non ci sia davvero e che quei blocchi siano una prigione indistruttibile. Mi manca il respiro…

Il Memoriale è un luogo dove riflettere e ricordare, anche se non si è vissuto, il periodo più buio della nostra storia.

Porta di Brandeburgo e Reichstag

Proseguendo sulla stessa strada del Memoriale, sulla destra, troviamo l’immensa Porta di Brandeburgo, uno dei monumenti più importanti di Berlino ed emblema della divisione tra Berlino Est e Berlino Ovest.

Sempre sulla stessa strada incontriamo poi il Reichstag, ovvero il Parlamento, di cui visitiamo la cupola.

La cupola è fatta in vetro e al suo interno c’è un percorso a spirale che seguendo la forma della cupola porta fino alla cima. La cosa che amo di più di questa camminata in salita è poter guardare l’intera città dall’alto e ammirarne tutti gli edifici circostanti, di cui quello che spicca di più è la Torre della Televisione di Berlino, alta quasi 370 metri.

Tom Radetzki su Unsplash
Reichstag – Tom Radetzki su Unsplash
Vista dall’interno della cupola del Reichstag – Silvia Ventoruzzo

Museo Ebraico

Il Museo Ebraico, tra i musei che visitiamo, è sicuramente quello che mi tocca più nel profondo.

Composto da tre edifici, è un museo di arte contemporanea che mostra a modo suo la storia degli ebrei della Germania e le conseguenze dell’Olocausto, oltre a esposizioni temporanee durante l’anno.

L’edificio al centro, opera di Daniel Libeskind, architetto decostruttivista polacco di origine ebrea, è stato costruito a forma di saetta, in contrapposizione all’edificio principale più regolare.

Al museo vi si accede camminando lungo dei corridoi bianchi o neri con pareti spigolose e senza finestre, un ambiente quasi claustrofobico.

Ogni percorso immersivo ha su di me un forte impatto emotivo e quelli che mi colpiscono sono la Torre dell’Olocausto, il terzo edificio e le Foglie cadute nell’edificio centrale.

La Torre dell’Olocausto è un edificio alto, freddo e umido, vuoto e con una sola apertura sulla cima che lascia trasparire una fievole luce.

Come al Memoriale, mi sento in gabbia, lontana da qualunque cosa possa darmi conforto. Mi commuovo ripensando a tutte quelle persone imprigionate nei campi di concentramento e lontane dai propri cari.

E infine, l’installazione a terra Shalechet o Foglie cadute dell’artista israeliano Menashe Kadishman, dedicato alle vittime dell’Olocausto: si tratta di volti spaventati in acciaio su cui si può camminare.

Ogni mio passo provoca un suono metallico acuto e agghiacciante, simile a catene, un suono troppo difficile da dimenticare.

Lovie Tey su Unsplash
Museo Ebraico – Lovie Tey su Unsplash
Lovie Tey su Unsplash
Shalechet – Lovie Tey su Unsplash

Capace di travolgere il cuore con una forte ondata di solitudine e di freddo e di emozionare anche le anime più stoiche, non mi aspettavo prima di entrare che ne sarei uscita con un senso di agitazione e turbamento addosso che ricordo tutt’oggi a distanza di 7 anni.

Muro e East Side gallery

Questo tour dei miei luoghi preferiti della Capitale tedesca si conclude partendo dall’Oberbaumbrücke, il ponte rosso a due piani di Berlino sul fiume Sprea.

Da qui andando verso est, inizio a intravedere il Muro e alcuni edifici con delle meravigliose opere di street art. Mi trovo nella East Side gallery di Berlino!

Almeno una parete degli edifici, come anche quella ad est del Muro, non è più una semplice testimonianza di una storia triste e amara iniziata 60 anni fa e conclusasi poco più da 30, ma è diventata una tela per gli street artist di tutto il mondo.

Muro di Berlino
Muro di Berlino – Silvia Ventoruzzo

Alcuni hanno ripitturato a modo loro la storia, altri hanno voluto mandare messaggi di pace, libertà e amore, altri ancora incitamenti a fare del nostro meglio per salvaguardare il nostro mondo.

Il grigiore del Muro e di Berlino Est è sparito per fare spazio ad un quartiere più colorato, con uno sguardo attento al passato tuttavia ancora colmo di speranza per il futuro!

Se vuoi saperne di più sui luoghi più interessanti di Berlino, visita il portale ufficiale Berlin.de


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